Apt.15 può vantare un bellissimo story board realizzato grazie ad Andrea Meloni, giovane disegnatore, fumettista, illustratore di grandissimo talento. Conosciuto tramite amici si è creata subito una stupenda sinergia e si è portato a casa veramente un ottimo lavoro di cui sono estremamente soddisfatto
La funzione di uno storyboard in un film è da sempre fonte di dibattito. Se di fatti risulta imprescindibile in animazione, sulla fiction in molti desta perplessità ed alcuni lo considerano addirittura controproducente. 
Sicuramente per due cose è fondamentale: per tutto ciò che ha a che vedere con la computer grafica e, come ben insegnano i fratelli Coen, per poter convincere un produttore a sostenere il progetto, perché già sappia dove andranno a finire i soldi.
Non rientrando in nessuna di queste due categorie mi si chiederà allora perché la decisione di fare uno storyboard… La motivazione è molto semplice, per il momento non sono uno dei fratelli Coen e la possibilità di poter pre-visualizzare come potrebbe essere il film, aiuta molto un giovane regista a comprendere meglio lo stile che si vuole dare, le sequenze ed il montaggio.
Ammettiamolo nessuno nasce imparato ed è maledettamente difficile andare su un set e: “vedere il film”, “capire come fare il film” e soprattutto “spiegare agli altri il film”. A mio avviso sono talenti che si acquisiscono con il tempo e con il lungo esercizio. Avere la possibilità di avere un piccolo strumento che ti aiuti a dialogare con il DoP e gli attori non è da schifare e in molti casi si evita di perdere il centro del proprio film.

Ma attenzione! L’errore è dietro l’angolo, non bisogna difatti abusare dello strumento, rischio una eccessiva staticità del film, una mancanza di quell’aria fresca necessaria che si ottiene solo con il parziale tradimento di quello che si era pensato, dando sfogo ad una nuova creatività, più immediata e feconda. Facendo muovere gli attori liberamente sul set e andandoli a cercare con la cinepresa si otterranno soluzioni estetiche nuove ed originali.
Per cui non posso che ringraziare Andrea, perché senza il suo estro molte delle inquadrature che vedrete nel film non sarebbero state pensate.
La sua abilità non è stata solo nel trovare “bei quadri” ma anche nel capirne il dinamismo, nel proporre movimenti e nel cercare di scavare con me il cuore della storia.
Rispolverando l’insegnamento di Guido Chiesa: ogni volta che dovete effettuare una scelta sul vostro film
chiedetevi quale più si accorda al suo senso profondo a quel quid che muove l’intera narrazione. Quello fatto con Andrea in quei giorni è stato proprio questo, l’andare a cercare quelle inquadrature che avrebbero espresso meglio il quid in Apt.15 per poi fissarle immediatamente sulla carta per non dimentica e non fare confusione
Qui trovate alcune delle tavole più belle del film in esclusiva assoluta, molte di queste sono praticamente identiche ad alcune inquadrature del film
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